- Data Pubblicazione: 13/04/2026
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BIA-ALCL e protesi mammarie: ciò che è fondamentale sapere oggi
Una condizione rara ma sempre più discussa: il linfoma anaplastico a grandi cellule associato a impianti mammari. Il Professore Emilio Trignano, tra i migliori chirurghi estetici d’Italia, chiarisce rischi, prevenzione e sicurezza per le pazienti.
Negli ultimi anni, il mondo della chirurgia estetica ha visto crescere l’attenzione verso un tema tanto delicato quanto importante: il BIA-ALCL, ovvero il linfoma anaplastico a grandi cellule associato alle protesi mammarie.
Un argomento che genera domande, dubbi e talvolta timori, ma che merita di essere affrontato con rigore scientifico, chiarezza e responsabilità. Per farlo, abbiamo intervistato il Professore Emilio Trignano, docente universitario e riconosciuto come uno dei migliori chirurghi estetici d’Italia, che ogni giorno accompagna le pazienti verso scelte informate e consapevoli.
«Il BIA-ALCL è una forma rara di linfoma, quindi non un tumore della mammella in senso stretto, ma una patologia del sistema linfatico che può svilupparsi nel tessuto cicatriziale che circonda la protesi mammaria.
È importante sottolineare subito un aspetto fondamentale: si tratta di una condizione estremamente rara, ma conoscerla è essenziale per una corretta informazione.»
«No, ed è qui che spesso nasce confusione. Il BIA-ALCL è stato osservato principalmente in associazione a protesi con superficie testurizzata.
Le moderne evoluzioni tecnologiche e i controlli sempre più rigorosi hanno già portato a una significativa riduzione del rischio. Oggi la scelta dell’impianto è molto più consapevole e orientata alla sicurezza.»
«Il sintomo più comune è un gonfiore improvviso del seno, anche a distanza di anni dall’intervento, dovuto alla presenza di liquido intorno alla protesi.
Altri segnali, seppur più rari, possono includere dolore, asimmetrie o la comparsa di masse. In questi casi, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a uno specialista.»
«La prevenzione è centrale, ma va intesa nel modo corretto: non si tratta di creare allarmismo, bensì di promuovere controlli regolari e un dialogo costante con il proprio chirurgo.
Le pazienti devono essere seguite nel tempo, con visite periodiche e, quando indicato, esami strumentali. Questo permette di intervenire precocemente e con grande efficacia.»
«Assolutamente sì, se ci si affida a professionisti qualificati e a strutture certificate. La sicurezza è il risultato di più fattori: esperienza del chirurgo, qualità dei dispositivi, selezione accurata della paziente e follow-up nel tempo.
Il mio approccio è sempre quello di accompagnare la paziente in un percorso informato, dove ogni decisione viene condivisa e compresa.»
«Informarsi è il primo passo verso una scelta serena. Non bisogna avere paura, ma nemmeno sottovalutare l’importanza della consapevolezza.
La chirurgia estetica moderna è sempre più sicura e personalizzata: il vero valore sta nell’equilibrio tra desiderio estetico e tutela della salute.»
In un panorama in continua evoluzione, il tema del BIA-ALCL rappresenta un esempio concreto di come la medicina estetica stia diventando sempre più trasparente, informata e orientata alla sicurezza.
E come ricorda il Professore Emilio Trignano, uno dei migliori chirurghi estetici d’Italia, la vera bellezza oggi passa anche – e soprattutto – dalla conoscenza.
